Il gatto sacro di Birmania, con il suo aspetto elegante e raffinato, riesce a conquistare l’uomo e a creare con lui un meraviglioso rapporto di fiducia e rispetto.

La leggenda

La storia del gatto sacro di Birmania è antichissima. Il gatto sacro di Birmania è noto per la sua fedeltà al padrone. La leggenda narra che il primo birmano, un gatto di nome Sihn, vegliò per 7 giorni e 7 notti un sacerdote del tempio di Tsun Kyan Kse di nome Kittah Mun Ha. L’uomo era stato colpito da un infarto durante l’assalto al tempio di un gruppo di banditi. La dea dagli occhi blu Tsun Kyan Kse  volle premiare la devozione del gatto, regalandogli un aspetto divino. Così donò al suo mantello delle striature dorate e colorò del colore della terra le sue zampe e il suo muso. I suoi occhi da gialli divennero blu zaffiro come quelli della dea. Tutti i gatti del tempio cambiarono aspetto. Ogni monaco fu vegliato dal suo micio, fino a quando non avveniva la reincarnazione. La leggenda narra che i monaci del tempio dopo la morte si reincarnassero proprio nel loro gatto, che portava per sempre i segni della dea.

Origine del gatto birmano

Sembrerebbe che l’origine della razza sia francese, nata negli anni Venti dall’unione tra un siamese e un persiano.
Attorno al 1923-24 il Sacro di Birmania, che all’epoca si chiamava “Birmano”, sarebbe stato oggetto di attenzione e lavoro da parte di alcuni allevatori della Francia meridionale. A quell’epoca si trovavano spesso siamesi guantati che, accoppiati con i persiani, hanno dato vita a gatti dal pelo semi-lungo, guantati e con le estremita scure.
Alla fine della seconda guerra mondiale erano quasi estinti in occidente: restavano solo due esemplari in Francia che vennero incrociati con altri gatti per perpetuare la razza.

La razza è stata ufficialmente riconosciuta nel 1926 dalla FI.Fe. Negli anni cinquanta il Birmano diventò “Gatto Sacro di Birmania” per evitare di confonderlo con il Burmese che, in lingua inglese, significa appunto birmano.

Un gatto di compagnia

Non ama stare da solo ma nemmeno essere infastidito e non sopporta la confusione.  Quando il padrone va in un’altra stanza spesso lo segue, fedele come un cagnolino. Gli piace passare del tempo con la famiglia e ricevere attenzioni senza strapazzo e troppo rumore. È un micio intelligente e tranquillo, si dimostra affettuoso , non invadente ne aggressivo È docile, non prepotente ma molto curioso … si caccia ovunque! Per il suo carattere equilibrato non ha problemi a vivere in appartamento.

Intelligente e vivace

Non fatevi ingannare dal suo aspetto raffinato. Il gatto birmano pur non essendo tra le razze più vivaci, a volte si dimostra un giocherellone, che non disdegna i giochi interattivi e che stimolano i sensi.

Non ama la solitudine

È il gatto ideale per chi passa molto tempo in casa, per le persone anziane che hanno bisogno di compagnia, per i bambini, perché è sempre pronto a giocare.

Aspetto generale

Gatto di taglia media, il maschio pesa 5 – 7 Kg e la femmina 3,5 – 4,5 kg

Testa: ossatura forte, fronte leggermente arrotondata, guance rotonde e piene, naso di media lunghezza senza interruzioni ma con una leggera incurvatura

Orecchie: piuttosto piccole con punte arrotondate. Ben distanziate, leggermente inclinate, non troppo diritte sulla testa

Occhi: bellissimi, leggermente ovali, di media grandezza. Colore blu zaffiro.

Zampe: Corte e forti, piedi arrotondati. La caratteristica dei “Sacri di Birmania” sono i piedi bianchi chiamati “guanti” sia alle zampe anteriori che posteriori. I guanti devono essere assolutamente di colore bianco puro e si dovrebbero fermare all’articolazione o alla linea di passaggio tra il piede ed il metacarpo.

Mantello: da lungo a semilungo secondo le parti del corpo. Corto sul muso, gradualmente più lungo sulle guance. Lungo su dorso e fianchi. Il pelo è setoso con un leggero sottopelo.

Colore: i Birmani hanno i colori caratteristici dei gatti Siamesi “point” ma con i quattro piedi bianchi (guanti). I point includono muso, orecchie, zampe, coda e genitali

Nasce completamente bianco

I gatti birmani di razza pura alla nascita sono completamente bianchi, solo successivamente assumono le striature tipiche della loro razza. Esistono diversi colori. Quello classico è il seal-point con zampe, muso e orecchie del colore delle foche.

Il pelo semi-lungo del gatto sacro di Birmania non richiede tante cure

A differenza di quanto si potrebbe pensare, il pelo semi-lungo del gatto sacro di Birmania non richiede molte cure. La consistenza del mantello, liscia come la seta, evita la formazione di nodi. Inoltre questa razza non perde tanti peli. Basterà spazzolarlo due volte alla settimana. A primavera, quando perde il pelo invernale, dovrete spazzolarlo più spesso.

Alimentazione

Il gatto di Birmania non tende a ingrassare e sa regolarsi da solo sulla quantità di cibo più adeguata al suo fabbisogno: anche sull’alimentazione, quindi, non ci sono accorgimenti particolari da seguire, a parte lo standard qualitativo dell’alimento scelto, che dovrà essere il più possibile elevato.

Questo gatto non ama le grandi abbuffate, alle quali preferisce piccole porzioni di cibo da “mangiucchiare” a suo piacimento durante la giornata: assolutamente consigliati quindi i croccantini che, oltre a fornirgli un nutrimento completo e bilanciato, favoriscono la rimozione meccanica del tartaro e il mantenimento di un’igiene orale ottimale.

Per un regime alimentare davvero sano ed equilibrato è importante associare ai croccantini una certa quantità di alimenti umidi (bocconcini, patè, mousse). L’umido, infatti, fornisce un benefico apporto di acqua, prezioso soprattutto per gli animali, che come il gatto, tendono a bere molto poco.

Dato che il gatto Birmano è un soggetto notoriamente schizzinoso, tutti i cibi dovranno possedere una spiccata appetibilità; allo stesso tempo, per soddisfare in pieno le sue esigenze nutrizionali e risultare pienamente assimilabili, dovranno essere formulati con ingredienti di pregiata qualità ed escludere sostanze non compatibili con il suo apparato digerente. La dieta carnivora, in questo senso, si rivela la scelta migliore: l’organismo del gatto, infatti, è appositamente predisposto per una nutrizione a base di carne.

Sarà quindi opportuno orientarti sulla scelta di croccantini e alimenti umidi con un elevato contenuto di proteine animali e altamente digeribili come manzo, pollo, pesce e maiale. Evita gli alimenti da supermercato che includono prevalemente scarti della lavorazione della carne e opta per marche di qualità superiore come Farmina N&D Feline Grain Free oppure Low Grain, Acana Cat,   Almo Nature e Royal Canin

Sono tutte formule di fascia Super Premium perfettamente bilanciate, con ricche inclusioni di carne fresca e di altri nutrienti ideali per il fabbisogno del tuo gatto. A questi croccantini sarà opportuno associare una volta al giorno del cibo umido anch’esso di alta qualità come, LifeCatTrainer Prolife

La ciotola

Siamo sicuri che la ciotola sia solo un contenitore? Contrariamente a quanto si possa pensare, il materiale con cui è fatta la ciotola in cui il gatto mangia, ha molta importanza. Sono da preferire quelle in metallo o ceramica e da evitare, laddove possibile, quelle in plastica. Questo perché la plastica mantiene gli odori del cibo che ha contenuto e non basta lavare bene la ciotola per eliminarli. Inoltre il diametro della ciotola dovrebbe essere abbastanza largo, per evitare che il gatto pieghi le vibrisse per raggiungere il cibo. Ultimo consiglio, è la sistemazione in casa della ciotola del nostro amico gatto: non deve mai essere posizionata di fianco alla vaschetta che contiene la lettiera, sia per una pura questione di igiene che a causa dell’acuto olfatto del gatto di Birmania. Potrebbe non mangiare se sentisse troppo gli odori dei propri bisogni (come biasimarlo?!).

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